turismo liguria

L’imbarazzo non ha fine

“Cringe” in inglese indica quelle situazioni che non solo imbarazzano ma mettono anche a disagio chi le guarda. In pratica il nostro stato d’animo davanti alla foto delle otto ragazze in un verde vestitino corto e calze dello stesso colore che promuovevano il turismo in Liguria davanti all’ormai famigerato mortaio gonfiabile che adesso il presidente Toti ha piazzato alla Darsena di Milano.

Lo stile è quello del classico spettacolino tv del pomeriggio ideato per intrattenere le nonne, quasi sempre vedove ed affaccendate in casa, con qualcuno che cucina ed esalta il cibo italiano che “tutto il mondo ci invidia, signora mia”! Di solito Albano, cantando “Felicità” chiude un prodotto perfetto per un pubblico ultra settantenne.

Immagino quindi che giovani adulti milanesi, i turisti, digitali e cosmopoliti in una metropoli effervescente e all’ avanguardia della moda si saranno sentiti come quando sei dalla nonna per sistemargli la TV : un tuffo nel secolo mediatico scorso . Ma del resto dal governo della regione più anziana d’Italia non avremmo potuto aspettarci altro se non lo spettacolino delle “pestoline” basilicovestite che sgambettano per accogliere i visitatori.

Il rinnovamento culturale, le riflessioni sul ruolo femminile, il progresso sulla parità dei sessi inceneriti in una sola vampata. Le ragazze mediamente avvenenti e rigorosamente corto vestite spesso corollario degli eventi, ineluttabilmente generano un senso di vecchio squallore. Le “ragazze immagine” dei saloni motociclistici, le “hostess” nelle fiere, le “ombrelline” nella formula uno o le “veline” a Mediaset sono manifestazioni di una cultura dei sessi ormai declinante e che nessuno dovrebbe rimpiangere.

Certo da una amministrazione di destra non ci si può aspettare degli alfieri del rinnovamento culturale ma riflettiamo su quanto paghiamo questa arretrata mediocrità e su che immagine stiamo dando della nostra regione. Come é lontana l’agognata utopia di una classe politica in grado di anticipare li rinnovamento culturale anziché inseguirlo col fiatone o come in questo caso, ignorarlo.

Sbaglieremo ma ci sembra che il modello di questa amministrazione sia quello straccione anni 70 e 80, quello dei milanesi che riempivano le trattorie per ingozzarsi di trenette al pesto storditi da una giornata di sole e di mare. Il turismo nuovo, quello che oggi genera davvero sviluppo, quello culturale, ambientale e soprattutto emozionale, necessita non solo della promozione di una immagine di una regione paesaggisticamente ineguagliabile e culturalmente all’avanguardia ma anche di cura e tutela del territorio (soprattutto dalla cementificazione) e di infrastrutture efficienti.

A questa amministrazione dobbiamo invece, tra le altre cose, autostrade e ferrovie lasciate imputridire fino al crollo, una rete idrica colabrodo che in estate lascia a secco turisti e residenti, una strenua opposizione al parco di Portofino e all’ ampliamento dell’area marina di Noli-Bergeggi, l’imposizione di un rigassificatore davanti alle spiagge di Savona ed il tentativo di cementificare addirittura le aree a rischio inondazione solo per citare alcuni casi.

Non basterà un mortaio gonfiabile per rimediare a questo disastro.

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Esecutivo Regionale