WATERFRONT DI GENOVA: ALLARME SALUTE

WATERFRONT: ALLARME SALUTE
Europa Verde: massima allerta per evitare danni alla salute dei cittadini
Profonda preoccupazione suscita la notizia di stampa relativa al riscontro da parte di ARPAL di altissime percentuali di rifiuti petroliferi derivanti dagli scavi per realizzare il Waterfront effettuati attualmente nella zona di Piazzale Kennedy e davanti a Corso Aurelio Saffi. La quantità sembra essere enorme: si parla di 50mila metri cubi di terre inquinate.
Chiediamo l’applicazione rigorosa delle indicazioni previste dal Codice dell’Ambiente (Decreto legislativo 152 del 2006), con particolare riferimento alla Parte IV “Rifiuti e bonifica dei siti inquinati”: l’art. 184 distingue tra rifiuti urbani e rifiuti speciali. Questi ultimi sono suddivisi in rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Ovviamente una corretta classificazione richiede l’analisi accurata della composizione, che non può essere eseguita con un numero limitato di campioni in quanto la composizione potrebbe variare all’interno di questa vera e propria montagna di terre e materiali di risulta. L’art. 186 “Terre e rocce da scavo” poi ricorda che assolutamente è obbligatorio rispettare un elevato livello di tutela ambientale.
L’aria di Genova è già molto ammalata: polveri e ossidi di azoto sono i principali inquinanti. Genova è sotto Procedura di infrazione con riferimento ai superi dell’inquinante Ossidi di Azoto (NOx) ( Direttiva europea 2008/50/CE) Come si vede nel provvedimento della Regione Liguria del 9 novembre 2018 “Misure urgenti per la riduzione della concentrazione degli inquinanti nell’aria ambiente in Regione Liguria” responsabile del procedimento Maria Teresa Zannetti del Dipartimento del Territorio (responsabile Cecilia Brescianini).
Come già segnalato dai cittadini di Carignano e della Foce, oggi i problemi più grossi sono l’inquinamento da rumore (nervosismo, insonnia, problemi psicologici, difficoltà di attenzione, specie nei bambini) e da Polveri sottili (malattie respiratorie, cardiocircolatorie, tumori,ecc.): contro queste ultime la cosa più semplice è al momento una abbondante irrorazione dei materiali.
Ma il ritrovamento di idrocarburi nel materiale fa temere per l’immediato futuro problemi da Benzene (leucemogeno) e prodotti organici policiclici (tumori). Per questo trasporto e smaltimento dovranno avvenire nel massimo rispetto sia dell’ambiente sia della salute, che poi sono le due facce della stessa medaglia.
Bisognerà poi verificare se esista la presenza di inquinanti particolari: ad esempio le rocce amiantifere presenti in molti dei monti liguri e materiali contenenti asbesto (o amianto) sono stati usati molto spesso nei decenni passati proprio per riempimenti portuali.
Ma non dobbiamo dimenticare il grave pericolo che la parte inquinata del materiale finisca in mare, con compromissione dell’habitat marino e danni alla salute di animali e piante che vivono nel mare.
Europa Verde è e sarà a fianco dei cittadini genovesi che lottano per l’ambiente e per tutelare la salute loro e dei loro bambini,
Gianfranco Porcile
Presidente di Europa Verde – Verdi di Genova