Rigassificatore Vado, Europa Verde Liguria lancia l’allarme: “Gravissimo rischio per la popolazione”

Nicola Seppone

Da : ivg.it


Vado Ligure. “Già nel 2004, di fronte alle norme espansione del mercato del gas naturale liquefatto negli Stati Uniti, il governo americano ha commissionato al Sandia National Laboratory, uno dei centri di ricerca più importanti al mondo per i rischi relativi a impianti chimici e nucleari, uno studio sulle conseguenze di una fuoriuscita incontrollata di metano liquido dalle cisterne di una nave metaniera. Dall’analisi di questi documenti i Verdi ritengono che il progetto di cui si parla in questi giorni relativo alla collocazione di un rigassificatore a Vado Ligure a una distanza di 4 km dalla costa rappresenti una gravissima situazione di rischio per la popolazione su di cui le autorità devono fornire spiegazioni dettagliate ed esaustive su come intendano prevenirla”. Lo fa sapere, in una nota, Europa Verde Liguria.

“Lo studio analizza le conseguenze di un attacco terroristico o di un generico incidente – spiegano -. Il rischio preso in considerazione riguarda la nave metaniera che periodicamente si accosta alla nave rigassificatrice. Un semplice incidente navale, che producesse uno squarcio in una cisterna farebbe fuoriuscire il metano liquefatto ( che nella nave è mantenuto ad una temperatura di circa 162 gradi sotto lo zero e in queste condizioni non brucia e non esplode). Appena fuoriesce comincia a riscaldarsi e a bollire diventando metano gassoso Il quale come tutti sanno brucia ed esplode molto facilmente. La fuoriuscita di gas liquefatto produce una chiazza ribollente che galleggia sul mare sovrastata da una crescente nube di metano dando luogo a due possibilità: la prima prevede che la nube incontri una fiamma o una scintilla incendiandosi e creando quella che viene detta una ‘piscina di fiamme’ che può raggiungere un diametro di quasi 2 km e che emette una tale quantità di calore da renderla letale a molte centinaia di metri”.

“Nella seconda – proseguono – invece questo scenario apocalittico diviene ancora più grave se la nube di metano non si incendia subito e viaggia fino a incontrare un punto di innesco. L’ipotesi peggiore ipotizzata nello studio riporta distanze intorno ai 5 km che, come è sottolineato dai ricercatori, in caso di vento, possono diventare ancora maggiori.. Risulta del tutto evidente quindi che collocando il rigassificatore a quattro chilometri dalla costa, in caso di un incidente navale rilevante o un eventuale attacco terroristico ed in presenza di vento di mare, gli abitati di Vado e di Savona potrebbero essere invasi da una nube di metano che, trovando un sicuro innesco a terra. provocherebbe una immane catastrofe”.

Quello descritto non è uno scenario remoto perché come è riportato dal database mondiale degli incidenti navali (WOAD) le collisioni tra navi soprattutto in zone trafficate come quelle in prossimità dei porti sono molto frequenti e lo dimostrano le statistiche che annoverano ad oggi almeno 158 incidenti rilevanti riguardanti navi metaniere, Tra cui 19 collisioni, 10 tra incendi ed esplosioni e 27 perdite di carico. L’ultima collisione è avvenuta Il 30 agosto del 2022 in prossimità di Gibilterra dove una nave cargo dopo aver colpito una metaniera, fortunatamente vuota. è quasi affondata. Questi rischi potrebbero facilmente essere mitigati collocando il rigassificatore e quindi la relativa nave metaniera a una distanza ben maggiore dalla costa così come è stato fatto nel caso dei rigassificatori di Rovigo – Porto Viro collocato a 15 Km dalla costa e di Livorno che dista 22 km. Come è ovvio il distanziamento implica la posa di un tubo dalla nave a terra appoggiato sul fondale, cosa che è relativamente semplice laddove, come nel caso di Porto Viro e di Livorno, ci sono poche decine di metri di fondo ma decisamente più complicata nella rada di Vado Ligure che è fra i tratti della costa italiana più scoscesa in assoluto e che si inabissa rapidamente a molte centinaia di metri di profondità. A questo punto i Verdi si interrogano sulle motivazioni che hanno spinto a scegliere la località di Vado Ligure, apparentemente la meno adatta per questo tipo di installazione“, concludono.